Breve descrizione del gioco:
Le squadre sono composte da 5 giocatori ciechi e da un giocatore vedente. A quest'ultimo si unisce nella fase di
difesa un altro vedente con funzioni di semplice assistenza. I due, nella fase d'attacco, fungono da suggeritori,
uno in seconda e l'altro in terza; il campo di gioco difensivo è quello esterno sinistro dietro la linea seconda/terza;
la prima base è sonora; la seconda base, che è il primo obiettivo del battitore è posta a 50,90 m dalla casabase.
La linea di fuoricampo è posta a 57,91 m.
Non essendo presente il lanciatore, il battitore tiene la palla (1) con la mano sinistra e la rilascia al momento della
battuta, effettuata tramite la mazza convenzionale stretta nella mano destra. Questa per essere buona deve superare la
linea terza/seconda dopo aver rimbalzato almeno una volta.
Il battitore - corridore tenta di raggiungere la seconda base oltrepassando la prima. E' salvo se vi giunge anticipando
l'arrivo del tiro del difensore cieco al difensore vedente sul cuscino di seconda; al battitore sono concessi tre
tentativi di battuta. Se non riesce nel suo intento è chiamato strike out.
La conquista della terza base e del punto avvengono sulle battute successive. I corridori possono lasciare la base
solo dopo che l'arbitro ha chiamato "BUONA" (ciò avviene quando la palla, battuta regolarmente, supera la linea
terza/seconda).La conquista del punto avviene per superamento del traguardo di casabase. Se la palla battuta buona
dal battitore supera 57,91 m é fuoricampo. Le eliminazioni in seconda, terza, e casabase avvengono tutte per palla
giunta al difensore vedente che, dopo aver avuto l’assistenza del difensore cieco, abbia recuperato il contatto col
cuscino di seconda base. Le riprese sono normalmente sette per partite singole e cinque per doppio incontro.
L’entusiasmo per il gioco fu subito grandissimo ed anche le ripercussioni positive nella condizione psico-fisica
degli atleti erano evidenti. La libertà nella corsa, l’attenzione ai punti di riferimento sonori, l’agonismo durante
le partite, si traducevano in una maggiore disinvoltura e sicurezza di sé durante la vita di tutti i giorni.
La perfetta integrazione tra giocatori ciechi e giocatori vedenti ci faceva sentire protagonisti alla pari
nell’avventura di ogni partita. Dopo un inizio incerto, dovuto alle difficoltà nell’apprendimento e nella realizzazione
del gioco, la Fiorentina BXC ha trovato l’amalgama e le motivazioni giuste ed ha incominciato a vincere. Nel 2000
abbiamo conquistato lo scudetto e la Coppa Italia, nel 2001 la Coppa Italia e il torneo nazionale di fine stagione,
nel 2002 ancora lo scudetto e nel 2008 di nuovo la Coppa Italia. Per tutti noi che lo giochiamo, promuovere presso
i giovani ciechi il BXC è diventato un impegno continuo e gradito. Il BXC - Baseball Ciechi - è il risultato di
un'idea sviluppata da un gruppo di ex giocatori di baseball (anni 60 e 70) della squadra di serie A di Bologna:
la Fortitudo - Montenegro. Dopo circa due anni di sperimentazioni su spazi, tempi, modalità ed attrezzatura, il
16 ottobre 1994 è stata giocata la prima Partita Originale di sette riprese. Nelle stagioni successive (1995 e 1996)
con una serie di partite dimostrative giocate nella maggior parte a Bologna, ma anche a Roma, Firenze, Milano e
Verona si è concluso il periodo di messa a punto tecnica ed organizzativa dell'attività agonistica. Dal 1997 il
Gruppo Volontari BXC confluito nel 1998 nell'AIBXC Onlus organizza una regolare stagione agonistica annua che
comprende:
Campionato Italiano
Coppa Italia
Torneo di fine stagione.
Nel Novembre del 2000 su invito della Federbaseball Cubana, della "Federación Descapacitados Deportivos Cuba "
e dell'Associazione Ciechi di Cuba, un gruppo di oltre quaranta aderenti all’AIBXC di cui facevano parte venti
giocatori ha giocato, dimostrato e insegnato il baseball ciechi a dodici ragazzi ciechi dell'Isola che ora stanno
giocando assieme ad altri tornei BXC fra "Municipalitades". Nel Giugno 2004 su invito del Vakok Aliami Intezete -
Istituto Nazionale Ciechi di Budapest - Ungheria un gruppo di circa cinquanta aderenti all’AIBXC di cui facevano
parte una ventina di giocatori ha giocato, dimostrato e insegnato il baseball a dodici ragazzi ciechi e a sei allenatori,
della capitale magiara che ora intendono sviluppare il gioco in Ungheria.