Barca a Vela
(Referente: Francesca Buttitta Cell. 338 40 61 269)
Caratteristiche generali
Le regate con barche armate con randa e fiocco, si svolgono nello specchio d’acqua del Lago di Bilancino secondo un percorso a “bastone” (bolina/poppa – bolina/poppa), con boe sonore da girare a dritta ed arrivo in poppa.
Gli
incroci tra non vedenti sono regolati da uno strumento acustico, posto a prua
dell’imbarcazione in prossimità delle “luci di via”, che emette con frequenza
fissa dei suoni: di sirena se la barca procede con le mura a dritta e di clacson
se procede con le mura a sinistra.
E’ una disciplina Paralimpica, relativamente giovane: compare tra gli sport
dimostrativi, per la prima volta, ad Atlanta 1996, per diventare a tutti gli
effetti disciplina da medaglia a Sydney 2000.
Questo sport è aperto ad atleti con amputazioni, cerebrolesioni, cecità o
disabilità visiva, lesioni spinali e ‘les autres’. Il sistema di classificazione
nella Vela è fondato su quattro parametri: stabilità, funzionalità della mano,
mobilità e visibilità. Le classi veliche riconosciute sono tre:
2.4
(equipaggio singolo)
UD18 (2 di equipaggio)
Sonar (3 di equipaggio)
Le
imbarcazioni 2.4 e Sonar sono riservate alla maggior parte dei gruppi di
disabilità; l’imbarcazione per il Doppio, invece, è concepita espressamente per
gli atleti affetti da disabilità particolarmente grave.
L’organismo internazionale che regola questa disciplina sportiva è l’IFDS, che
coopera in stretta relazione con la Federazione Internazionale Vela. Questo
sport ha visto, in questi ultimi anni, uno sviluppo ed una diffusione
rapidissimi, fino a registrare, nell’anno 2008, ben 70 nazioni in cui si pratica
attività velica a livello agonistico. In Italia attualmente si praticano
competizioni solo nella Classe 2.4, una categoria integrata: aperta cioè a
soggetti normodotati e disabili indistintamente e dedicata a competizioni miste.
In particolare, però, la 2.4 è classe aperta solamente a disabili con handicap
fisico. Esiste un protocollo d’intesa tra CIP e FIV che definisce i rispettivi
ambiti d’intervento e di collaborazione. I campionati italiani CIP si svolgono
congiuntamente a quelli FIV con classifiche avulse. Anche i disabili mentali e
non vedenti praticano vela in altre classi veliche.
Cenni storici
Sulla scena
internazionale, la vela per atleti con una disabilità, nasce nel 1980: la prima
regata per disabili, a livello mondiale, si svolse in Svizzera, a seguire le
edizioni di Germania, Francia e Paesi Bassi. Il Comitato Internazionale Vela per
Disabili fu
istituito
nel 1988, col compito di organizzare eventi agonistici, fornire informazioni e
divulgare la vela tra le persone con disabilità. L’anno di fondazione dell’IFDS,
invece, è il 1991. L’anno seguente si tengono i primi Campionati del Mondo di
Vela per Disabili, in Spagna ed in concomitanza, ma a latere, delle Paralimpiadi
di Barcellona 1992. Poi la comparsa ad Atlanta 1996, dicevamo, quale disciplina
dimostrativa ed il debutto a Sydney 2000.
La Polisportiva Silvano Dani,
per favorire lo sviluppo di questa disciplina, ha fatto costruire in scala un
modello in rilievo del lago di Bilancino. Attraverso questo plastico realizzato
in legno e forex i non vedenti potranno avere una percezione più esatta del
percorso anche
in relazione a ciò che lo circonda; inoltre la F. I. V. ha ideato un altro
modello con base metallica, attraverso il quale lo skipper, usando una calamita
a forma di barca, può illustrare ai naviganti neofiti la posizione attuale di
navigazione.
Già alcuni corsi sono stati completati ed altri sono in programma. Lo sport velico, con i suoi fondamentali, equilibrio, senso dell’orientamento verso un obiettivo, conoscenza ed utilizzo dei venti, ci appare come un’abilità da conquistare, come un’occasione da non lasciarsi sfuggire.